Seppioline

ovvero, pensieri sparsi possibilmente inutili idioti ed eliatici.

Chi sono

Blogger: Grumo
Nome: Stefano
Di me si dice che sono un individuo strano che adora gli Elio e le Storie Tese e che li segue anche in capo al mondo per vedere i loro spettacoli, e che sa a memoria tutte le più grandi minkiate eliatiche. Ovviamente mi dissocio da questa mia poco veritiera descrizione. In realtà ascolto solo musica classica, canti religiosi del '200 in particolare, conduco una vita sedentaria e assisto una volta all'anno ai canti per Natale all'interno del Duomo.

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martedì, 28 febbraio 2006

Trinità 5

Il quinto capitolo della Domanda/risposta/affermazione.
Versione nerd e con fotoritocco.
postato da: Grumo alle ore 14:58 | permalink | commenti (2)
categorie: pura idiozia
lunedì, 27 febbraio 2006

Dove fermano i treni


Treno fantasmaSabato 25 febbraio 2006, in partenza per il concerto di Zingonia: Elio + Cesareo + Custodie Cautelari


– Binario 14, Don, giusto?

Don Diego diede una rapida occhiata al tabellone delle partenze di Stazione Centrale, vide che recava l’indicazione “Bergamo, 17:20, bin 14” e confermò:
– Giusto. Andiamo.
Al binario 14, forse per eccesso di scrupolo, ma del resto non si è mai troppo sicuri, verificammo sull’indicatore del binario stesso la destinazione del treno: “bergamo”.
– Perfetto, oblitera e saliamo.
Il treno era deserto. Va be’ che noi eravamo saliti venti minuti prima della partenza, gli altri probabilmente sarebbero arrivati dopo…
Ed era pure un treno della madonna, al livello di un Eurostar: evidentemente quella sera in servizio sulla tratta Milano-Bergamo avevano disponibile quel convoglio.
Cazzo, però, con i tavolini ripiegabili…
– E ci sono pure le prese di corrente… e funzionano pure! cazzo...
Boh, ma tanto a noi cosa ce ne fregava? Ci saremmo stati sopra quarantacinque minuti, soka.
Don Diego tirò fuori il portatile e ci mettemmo ad ascoltare mp3 ovviamente di carattere eliatico.
E intanto il treno non partiva.
– Ma che palle cazzo, se partiamo già in ritardo, figurati quanto ne accumuliamo prima di arrivare.
Partimmo con venti minuti di ritardo sull’orario previsto.
Avvisai Klapac: “Siamo partiti con 20 minuti di ritardo. Fankulo!”.
E intanto il treno era rimasto vuoto: avremmo potuto prendere possesso del vagone e nessuno se ne sarebbe accorto.
Il treno si fermò in una stazione alle 18:10 circa: l’orario previsto di arrivo a Bergamo era 18:06, ma eravamo partiti in ritardo, quindi quella certo non era Bergamo, per cui non ci preoccupammo minimamente di scendere, e continuammo a cazzeggiare tranquillamente col Mac e soka.
Certo che era proprio una stazione del cazzo: alla nostra destra un altro convoglio, fermo anche lui; alla nostra sinistra un misero marciapiede, un ingresso di un sottopasso che sembrava il parcheggio dei carrelli dei supermercati, una strada e oltre ad essa una palazzina.
Le stazioni dei paesini, non c’è mai un cazzo… posti di merda; e qui non c’era veramente un cazzo: nemmeno il nome della stazione.
In quel momento salirono delle persone: avevano tutta l’aria dei ferrovieri. Ma d’altronde chi vuoi che salga sui treni, se non i ferrovieri?
– Buonasera – ci salutarono.
– Buonasera – rispondemmo.
Ma intanto il treno non ripartiva.
E passarono cinque minuti.
E ne passarono dieci.
E ne passarono quindici.
E a questo punto un leggero sospetto si fece strada nella mia mente.
– Don, abbiamo preso il treno che va a Bergamo, vero?
– Certo, abbiamo controllato due volte entrambi.
– Infatti!
Ma quando una pulce ti entra nell’orecchio, non se ne va tanto facilmente.
Per fortuna passò uno dei ferrovieri di prima, che nel frattempo aveva cominciato a pulire i tavolini e vuotare i cestini dei rifiuti.
– Scusi – chiesi – ma quanto resta fermo qui il treno?
– Eh non lo so, dipende dal macchinista.
– Ma quant’è la durata prevista della fermata?
– Ma dipende, anche da quanto ci mettiamo noi a pulire.
– E che stazione è questa scusi?
– Fiorenza. E’ il parco di Fiorenza.
– …
– Ma voi vi siete addormentati sul treno?
– No, dobbiamo andare a Bergamo – ormai avevo capito la tragica verità, perciò cercai di condurre il discorso in modo da ottenere le informazioni senza chiederle esplicitamente – noi siamo saliti a Centrale perché il cartello indicava la destinazione Bergamo.
– ­Ma questo treno non va a Bergamo, siamo fermi in deposito.
Ecco, lo sapevo, eravamo finiti affanculo.
Ecco, lo sapevo, eravamo handicappati.
Ecco, lo sapevo, avevamo fatto l’ennesima figura di merda.
– Ma scusi, com’è possibile che il cartello dicesse Bergamo e invece il treno è arrivato in deposito?
– Ah non lo so. Ma qui siamo al deposito di Certosa, a pochi metri c’è la stazione di Certosa, voi non dovreste neanche essere qui.
Ecco, ora ci arresta per porto abusivo di handicap…
– E adesso cosa possiamo fare?
– Ecco, scendete che vi faccio vedere.
Raccogliemmo le nostre cianfrusaglie, ma lasciammo la testa sul portaoggetti, tanto non ce ne facevamo nulla, era definitivamente marcia.
– Allora, l’uscita sarebbe lì davanti, ma ora è buio e qui fuori c’è il campo degli zingari, se uscite e passate di lì vi fanno la pelle. Vi conviene chiedere là dentro se c’è qualcuno che va in Certosa o in Centrale e vi può accompagnare.
– Ok, grazie.
Bene, ora si trattava di metterci alla berlina e spiegare la stessa situazione agli addetti alla sicurezza dentro il gabbiotto. Alla peggio, ci avrebbero blindati e avrebbero buttato la chiave, due handicappati in meno, per la teoria di Darwin questo avrebbe permesso il miglioramento della specie, in quanto, non potendoci più riprodurre, il carattere “handicap” non si sarebbe potuto diffondere ai successori.
Uhm… be’, ok, il problema non si poneva in ogni caso…
Facemmo che spiegare la situazione ai vigilantes dentro il gabbiotto, che gentilmente attesero che noi ce ne fossimo andati per ridere alle nostre spalle.
– Allora, se uscite di qui ci sono gli zingari, e non ne uscite vivi.
E due! …a forza di essere vento…
– Avete due possibilità – continuò – potete chiamare un taxi, oppure potete anche chiamare un taxi.
La scelta fu difficile, ma alla fine decidemmo di andarci coi tassisti.
Ovviamente al momento non ne avevano, ci toccò aspettare una ventina di minuti al freddo, per non rientrare nell’edificio davanti alle guardie, probabilmente già rantolanti di risate.
Nel frattempo entrambi ricevevamo telefonate di Klapac, amici e parenti che ci davano degli handicappati e ci ridevano in faccia. Anche la centralinista del 024040 avrebbe voluto chiamarci per deriderci. Ma alla fine il taxi di un disperato che non sapeva cosa lo aspettava arrivò.
Ci costò 22 euro, e ci toccò raccontare di nuovo il nostro handicap al tassista targato MI, che per le risa rischiò di uscire di strada.
– Prometto che non racconterò il vostro hand… ehm, la vostra disavventura a nessuno.
So già come si è divertito ieri sera a cena con gli amici…
Ma in un modo o nell’altro arrivammo in stazione, giusto in tempo per prendere il treno delle 19:20 per Bergamo… o per il deposito, a scelta.

Come dite? Volete sapere qualcosa del concerto? Ma del concerto non ve ne frega niente, la nostra figura di merda è più importante.

Ah, se per caso dovesse passare di qui a leggere una delle guardie armate del deposito, o il tassista 599, che raccontino pure a cani e porci la nostra (dis)avventura, tanto ormai, peggio di così… :-D
postato da: Grumo alle ore 15:28 | permalink | commenti (6)
categorie: handicap, ultimo concerto visto, elio e dintorni
sabato, 25 febbraio 2006

Trinità 4

Il quarto capitolo della famosa Domanda/risposta/affermazione.
Questa volta in versione nerd. :-D
postato da: Grumo alle ore 14:14 | permalink | commenti (6)
categorie: pura idiozia
venerdì, 24 febbraio 2006

Live in Dada

Mercanti di Liquore, Live in Dada

E' uscito oggi il primo live dei Mercanti di Liquore.

Per chi non li conosce, dopo essersi pentito e fustigato con le ortiche, si vada ad acculturare sul loro sito ufficiale.

L'album, registrato al Dada Pub di Villasanta (MI) si intitola appunto Live in Dada, ed è composto da CD + DVD, al prezzo quasi regalato di 20,90 (da Ricordi a Milano l'ho pagato 17,90).

Fortemente consigliato, i Mercanti sono veramente forti! :-D
postato da: Grumo alle ore 13:37 | permalink | commenti
categorie: musica, ultimo album acquistato
mercoledì, 22 febbraio 2006

Trinità 3

Il terzo capitolo della famosa Domanda/risposta/affermazione.
Più banale ma più tecnologico. :-D
Ne arriveranno altri più innovativi.
postato da: Grumo alle ore 11:49 | permalink | commenti (1)
categorie: pura idiozia