Seppioline

ovvero, pensieri sparsi possibilmente inutili idioti ed eliatici.

Chi sono

Blogger: Grumo
Nome: Stefano
Di me si dice che sono un individuo strano che adora gli Elio e le Storie Tese e che li segue anche in capo al mondo per vedere i loro spettacoli, e che sa a memoria tutte le più grandi minkiate eliatiche. Ovviamente mi dissocio da questa mia poco veritiera descrizione. In realtà ascolto solo musica classica, canti religiosi del '200 in particolare, conduco una vita sedentaria e assisto una volta all'anno ai canti per Natale all'interno del Duomo.

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giovedì, 31 agosto 2006

Davide van de Sfroos, Milano, Mazdapalace, 30/08/06

Angapiemage
Galiano PersicoAngapiemage Galiano Persico

Momenti rockMomenti rock

Davide
solitarioDavide solitario

Il pubblico di Il pubblico di Davide


Era parecchio che non vedevo Davide van de Sfroos dal vivo, l’ultima volta era stato a Maresso di Missaglia (foto | recensione) il 30 aprile, e la voglia di sentire di nuovo la sua grinta si faceva sentire.
E il Davide ieri sera al Mazdapalace di Milano non ci ha delusi: di grinta e di voglia di suonare ne aveva da vendere.

Della formazione americana del tour Ma vadavia’l blues resta solo Jaime Scott Dolce, che, afferma Davide, ha radici a Potenza. Il resto della line-up e per metà sià noto e per metà inedito:
Angapiemage Galiano Persico: Violino, tamburello, cori
Jaime Scott Dolce: Chitarre alto
Andrea Taravelli: Chitarra basso
Michele Papadia: Tastiere
Silvio Centamore: Batteria
Tiziana Zoncada: Cori

La scaletta non è male, anche se mancano chicche tipo la mai pubblicata El fantasma del laac, o l’inedita canzone dedicata a New Orleans, scritta dopo l’avventura americana di Davide, ed è uscita dalla scaletta Hey Joe / Veegh giò.
Davide però come d’abitudine infarcisce le sue canzoni con improvvisazioni e citazioni: Hey Joe + Wacatroia Wacantanka l’ha fatta durare dieci minuti, Cyberfolk addirittura 13, riempita nel mezzo con una filstrocca/poiesia/canto popolare/chi sa cos’è me lo dica.

Ecco la scaletta:
1.    San Giuvann
2.    Il paradiso dello scorpione
3.    Pulènta e galèna frègia
4.    Nona Lucia
5.    La balèra
6.    De sfroos
7.    Hoka hey
8.    Wacatroia Wacantanka
9.    La poma
Davide manda via tutti i musicisti, dicendo loro “ni foera di cuioni”, restano solo Anga e Michele.
10.    Ninna nanna del contrabbandiere
11.    La balàda del Genesio
12.    Akuaduulza
13.    Sciuur Capitan
Anche Anga e Michele se ne vanno, lasciando Davide solo a cantare
14.    Ventanas
Il gruppo ritorna al gran completo, per cantare
15.    Sügamara
16.    L’esercito delle 12 sedie
17.    Cyberfolk
Il gruppo saluta, ed esce.
Dopo pochi minuti tornano tutti sul palco per i bis, e David annuncia una canzone   nuova, che viene suonata per la prima volta davanti al pubblico. E’ la disavventura di un uomo che si trova a fumare una sigaretta in su la tazza del cess. E attacca con le prime inconfondibili note di
18.    Smoke on the water
19.    La curiera

Il concerto è finito, poco meno di due ore e mezza di musica parole storie volati come niente: sei sempre un grande Davide! non ti smentisci mai. ;-)
E grazie anche a Don Diego e Andrea per la compagnia e lo strappo: scusami Andrea se non ti ho visto quando sei arrivato, non sapevo che saresti venuto anche tu, e visto Don Diego ho chiuso l’appello, credendo che la compagnia fosse al completo. : -D

Arrivederci al prossimo concerto!!!

Sono anni che piove, non si aprono ombrelli,
siam pieni come lune, tristi come caroselli,
stanchi di essere brutti oppure troppo belli,
stanchi della forfora, stanchi dei capelli.
A volte un amuleto accompagna i nostri passi,
a volte i tuoi occhi sono duri come sassi.
Quando ci sei vorrei che te ne andassi,
appena te ne vai, vorrei che tu ci fossi.
Cade una stella, la guardi commosso,
spostati di corsa che ti sta cadendo addosso.
Il tuo passato ti sega a più non posso,
salti la tua vita come fosse un fosso,
ti senti vigliacco, la rabbia ti pilota
e picchi tua moglie con la bottiglia vuota,
ti senti perduto, adesso, cretino,
e picchi tuo figlio per la scuola o l’orecchino.
Chissà che colore il lago avrà domani
ed il bicchiere vuoto nelle nostre mani,
chissà che colore il lago avrà domani
ed il bicchiere vuoto nelle nostre mani.
Mai correremo, chissà se arriveremo,
qualcuno più furbo, qualcuno più scemo.
Conquisteremo terre, centimetro per centimetro,
e non avremo i soldi da infilare nel parchimetro,
invocheremo gli autobus, aspetteremo i santi,
restermo da soli stando in tanti,
seduti sul muro pensando troppo spesso
a chi saremo poi e non chi siamo adesso,
seduti sul muro pensando troppo spesso
a chi saremo poi e non chi siamo adesso.
Noi, gente che spera
cercando qualcosa di più in fondo alla sera, alla sera,
noi, gente che passa e che va
cercando la felicità in fondo a ‘sta terra, ‘sta terra.
postato da: Grumo alle ore 14:51 | permalink | commenti (6)
categorie: musica, ultimo concerto visto

Hit parade 30/04/81

Non sono fortuntato come Klapac, la cui data di nascita conincide con quella di pubblicazione della hit parade: il sottoscritto deve accontentarsi dellla hit parade pubblicata il 25/04/81, 5 giorni prima della data di nascita (la quale è avvenuta 2 mesi pèriam del previsto, ma questo è un altro discorso... :-D ).

Dunque, ecco cosa andava all'epoca, ben 25 anni fa, un quarto di secolo interamente buttato nel cesso... :-P
  1. Sarà perché ti amo - Ricchi e poveri
  2. Gioca jouer - Claudio Cecchetto
  3. Maledetta primavera - Loretta Goggi
  4. Amoureux solitaires - Lio
  5. Johnny and Mary - Robert Palmer
  6. Woman in love - Barbra Streisand
  7. Ti rockerò - Heather Parisi
  8. Per Elisa - Alice
  9. Non posso perderti - Bobby Solo
  10. Tunnel of love - Dire Straits
Insomma, alla poi tanto male. Almeno abbiamo i Dire Straits, e Per Elisa che forse non tutti sanno essere stata scritta da Franco Battiato e Giusto Pio.
postato da: Grumo alle ore 11:39 | permalink | commenti (9)
categorie: musica
lunedì, 28 agosto 2006

Otto fratelli

Lo sappiamo tutti (lo so che qualcuno qui completerà la frase con "c'hai sempre solo Facchetti", viene abbastanza naturale anche a me, ma 'stavolta, non è quello che intendo).
Dicevo: lo sappiamo tutti, fin dalle elementari ci insegnano che i pianeti sono
MercurioVenereTerraMarteGioveSaturnoUranoNettunoPlutone

Bene, le cose cambiano, e noi siamo un po' più soli.
Fino a pochi giorni fa, non esisteva una definizione precisa di "pianeta", si usava l'antica definizione dell'astronomia greca, secondo cui un pianeta è un corpo che si muove su un'orbita fissa, per cui Plutone, scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh, era stato sempre annoverato tra i pianeti del Sistema Solare.

Ma la decisione della IAU, riunita a Praga per la XXVI Assemblea Generale, ha posto fine a un'era.
Formulando la definizione ufficiale di pianeta, il nostro povero Pluto è stato declassato a Pianeta Nano.
D'ora in poi, quindi, gli studenti saranno costretti a imparare solo otto nomi, e non più nove, come un tempo: beati loro!

Almeno finché non entreranno a far parte del Sistema Solare altri eventuali corpi scoperti negli ultimi tempi...
postato da: Grumo alle ore 23:41 | permalink | commenti (4)
categorie: news
domenica, 27 agosto 2006

I'm back

Ricordate come finisce Il Signore degli anelli?
Termina con queste parole: "Sono tornato".

Bene, non ho vissuto un'avventura come quella di Frodo (che probabilmente in una versione Leghista si chiamerebbe Baggins van de Sfroos... :-P ), però anch'io sono tornato.
A dir la verità, sono rimasto tre settimane in cazzeggio completo.
Sarebbe stata una buona vacanza, se non fosse che durante la medesima vacanza, mentre io e mio padre eravamo ad Alessandria a trovare mio nonno nella residenza per anziani dove ormai trascorre le sue grigie giornate, mio padre è scivolato scendendo da un marciapiede e si è fratturato la clavicola destra.
Ora ne avrà per 40 giorni.

Be', insomma, alla fine ha avuto culo... poteva capitare molto di peggio.

Bon, buongiorno a tutti.
Col tempo leggerò blog e forum arretrati... per la posta non ci sono problemi: avevo 1500 mail ed erano tutte di spam :-D
postato da: Grumo alle ore 13:08 | permalink | commenti (11)
categorie: vacanze
sabato, 05 agosto 2006

Capodanno

BUM! BOOM! FIIIIUUUU BUM!
    Bagliori, dietro le case, contro le facciate dei palazzi, nell’aria, dentro il cielo.
    E’ la notte di San Silvestro, e come di consueto, la gente festeggia con i fuochi.
    Gente che grida, nelle vie, ressa, nelle piazze, calca, ovunque…
    Luci che lampeggiano…
    Ma non sono in anticipo?
    Vedo… vedo mio padre che si prepara a stappare la bottiglia di spumante, toglie la stagnola, rimuove la reticella… Mancano pochi minuti… Pochi secondi… Ecco! Mezzanotte! Stappa la bottiglia, mia madre taglia il panettone, le fette sui piatti; i botti diventano più frequenti e più forti. La schiuma dello spumante sprizza dalla bottiglia e bagna il tavolo, io sono pronto a raccoglierla con il bicchiere, mio padre versa, versa generosamente, riempie il bicchiere a mia madre, poi a me, e infine a sé.
    Odo… Buon Anno, ci diciamo, ci auguriamo che sia un anno felice per tutti, anche se non sarà così, lo sappiamo, ma in quel momento per noi non ha importanza. È un momento felice, perché pensare alle disgrazie del mondo?
    Sento… Beviamo lo spumante, è secco, io lo preferisco dolce, ma non importa, stiamo festeggiando, siamo in famiglia, contenti, e questo mi basta.
    Mangiamo il panettone, e non importa se questo ha canditi e uva passita, mi va bene lo stesso.
    Fuori dalle finestre i suoni riecheggiano,
    BOOOM! FIIIUUUU BUM! PUM!
    le luci illuminano i palazzi, si riflettono contro le nubi, verdi, rosse, lampeggiano, in tutte le direzioni, senza tregua, quasi continue. L’aria è pregna dell’odore di zolfo, il vento trasporta filamenti di fumo, a volte talmente fitto che sembra nebbia.
Il Mondo intero è in festa, alcuni saranno immersi nel fragore assordante delle discoteche o dei concerti nelle piazze, altri si staranno scambiando effusioni con il proprio amante, qualcuno sarà a casa con i propri parenti o con gli amici, chissà…
    Le persone nelle strade si divertono, camminano con i cappotti di cammello, le pellicce di visone… ed io rannicchiato in un angolo con questa uniforme verde che non difende dal freddo.
    I botti continuano.
    Come vorrei che fossero fuochi d’artificio.

postato da: Grumo alle ore 12:43 | permalink | commenti (3)
categorie: vacanze