Seppioline

ovvero, pensieri sparsi possibilmente inutili idioti ed eliatici.

Chi sono

Blogger: Grumo
Nome: Stefano
Di me si dice che sono un individuo strano che adora gli Elio e le Storie Tese e che li segue anche in capo al mondo per vedere i loro spettacoli, e che sa a memoria tutte le più grandi minkiate eliatiche. Ovviamente mi dissocio da questa mia poco veritiera descrizione. In realtà ascolto solo musica classica, canti religiosi del '200 in particolare, conduco una vita sedentaria e assisto una volta all'anno ai canti per Natale all'interno del Duomo.

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martedì, 26 settembre 2006

La pericolosità di eBay

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postato da: Grumo alle ore 14:19 | permalink | commenti (10)
categorie: news
giovedì, 21 settembre 2006

15 - 17 settembre: Rapallo e Cinque Terre

Venerdì 15 settembre

Le previsioni davano brutto per il weekend, pioggia da venerdì a domenica.
E infatti noi cosa decidiamo di fare?
Andare via per il weekend, fare tre giorni a Rapallo, da venerdì a domenica.
Era già da qualche settimana che volevamo fare questa mini-vacanza, e ‘stavolta niente ci avrebbe fermato.
Venerdì mattina: cielo grigio e pioggia ininterrotta. L’ideale per partire! Ma ora di mezzogiorno, il cielo si era miracolosamente schiarito, e qualche sprazzo di azzurro ci faceva ben sperare.
Alle 15, appuntamento sotto casa mia, poi in marcia alla volta della stazione.
Ma l’azzurro era solo una vaga promessa. Giusto il tempo del viaggio in treno, e al nostro arrivo in stazione a Rapallo aveva già ricominciato a piovere.
Ma il peggio ci coglie per strada: un violento acquazzone ci costringe a rifugiarci per una decina di minuti sotto il sottopasso della ferrovia.
Riusciamo comunque ad arrivare a casa senza altri bombardamenti aerei.
L’appartamento fa parte di un condominio degli anni ’60, e l’arredamento interno è ancora completamente in stile anni ’60: sembra di vivere all’interno di un film del periodo Neorealista.
Il FortePianificazione Il tempo di sistemare la roba, e usciamo per una pizza, facciamo due passi, visitando il lungomare, passando di fianco al forte di Rapallo, poi torniamo a casa passando per le vie del centro, per pianificare la giornata successiva: il programma è infatti di andare a visitare le Cinque Terre, che personalmente non ho mai visitato – o meglio, mi hanno detto che ci sono stato quando avevo un anno, ma sono di memoria corta e non mi ricordo un cazzo.
Siamo comunque intenzionati a fare i turisti a prescindere dal tempo. La pioggia non ci deve fermare!



Sabato 16 settembre

Al risveglio la lieta sorpresa: c’è il sole. Totalmente inaspettato. Le previsioni della sera prima infatti davano brutto ininterrotto per tutto il weekend.
Non possiamo pretendere di meglio, e dopo una veloce colazione siamo pronti ad uscire.
Il treno per Riomaggiore arriva naturalmente con qualche minuto di ritardo, e con ancora più ritardo arriva a destinazione.
Le stazioni delle Cinque Terre sono incredibili. Il treno ferma sempre in galleria, non c’è spazio sufficiente per farlo fermare all’aperto. Solo l’edificio della stazione è costruito tra una galleria e l’altra, ma il treno per la maggior parte sta in galleria.

Riflessi Comunque, scendiamo a Riomaggiore e cominciamo la nostra visita.
Il clima è davvero splendido, il cielo è azzurro e fa addirittura caldo. Mai avremmo pensato di avere un clima così, anche un solo minuto di sole era più di quanto osassimo sperare, e qui il sole sembra voler durare ore.
Soddisfatti del gradito regalo, cominciamo a girare Riomaggiore, un piccolo paesino le cui case sono tutte arroccate sulla piccola vallata che porta al mare… anzi, al mmmmmmare.
Ci concediamo anche un giro sul “lungomare”, che sarebbe una stradina scavata in mezzo agli scogli. Complice la bella giornata, la piccola baia subito di fianco al paese è punteggiata di bagnanti.

Via dell'Amore Prossima meta è Manarola. Per raggiungerla prendiamo la Via dell’Amore, un sentiero costruito ai tempi dai contadini che collega le Cinque Terre.
Ovviamente è a pagamento: in Liguria paghi anche la merda, e questa strada costa tre euro. Va be’, neanche tanto, ma sono comunque tre euro.
La strada attraversa angoli di costa imperdibili, e in mezz’oretta arriviamo a Manarola. Ci ripromettiamo per il prossimo giro di fare a piedi tutto il sentiero delle Cinque Terre, dalla prima all’ultima, che secondo la guida richiede 4 ore e mezza.
Il paese è veramente spettacolare, arroccato tutto su un lato della montagna, le case di colori diversi che contrastano, una gola naturale costellata di scogli, e soprattutto di graziose americanine pheeghe che fanno il bagno.
Pheegs Ci rendiamo conto come il 50% dei turisti presenti quel giorno sia di anglofoni (di cui una discreta percentuale di pheeghe americane :-D ), il 30% di tedeschi e il restante 20% di toscani. E poi noi due.
Ovviamente noi e le pheeghe siamo due mondi distinti, se no che gusto c’è? Ci svacchiamo un po’ su una panchina a riposarci e a guardare la pheega, poi riprendiamo il sentiero. Non abbiamo l’intenzione di arrivare fino a Corniglia tramite la Strada Azzurra, anche perché è chiusa, ma arriviamo fino a dove possiamo, poi torniamo indietro e siccome si è fatta ora di pranzo, cominciamo a cercare un posto dove mangiare. Un panino è più che sufficiente, e il bar dove si siamo piazzati li prepara davvero gustosi.
E mentre mangiamo comincia a soffiare un vento fresco, che non ricorda per niente il caldo di solo un’ora prima. E’ vento da pioggia, si capisce immediatamente, e di li a poco pioverà.
Finito il pasto frugale, ci avviamo verso la stazione per prendere il treno diretti alla nostra terza e ultima meta.
Sì, perché visto il tempo limitato per fare tutto il giro avevamo precedentemente deciso di visitare solo tre delle Cinque Terre, saltando Corniglia e Monterosso.
La stazione di Manarola è ancora più stretta, e la piattaforma è stracolma di gente, non ci si può muovere tanto siamo pressati. E i treni in transito, che passano senza nemmeno accennare a rallentare un minimo, non migliorano la situazione: immagina un convoglio che ti passa a mezzo metro dal naso a quella velocità, con l’aria che spostano che rischia di trascinarti dietro.
E nel frattempo ha cominciato a piovere.
Il treno arriva con un buon quarto d’ora di ritardo, costringendoci tra l’altro a correre per salire visto che le prime due vetture erano fuori servizio – ma allora toglietele cazzo!
Vernazza Scendiamo a Vernazza, sotto una pioggia battente mica male. Ma non sarà solo la pioggia a fermarci, intendiamo visitare le Cinque Terre e porteremo a termine il nostro giro.
La strada che porta al mmmmare è ancora una volta costruita sopra un torrentello, ed è ricca di negozietti tipici e abbellita da palme: molto pittoresca.
La zona del porto è molto bella, colorata di barche ormeggiate nella baia e dei muri delle case tipicamente liguri.
La mareggiata inoltre crea sugli scogli dei bellissimi effetti da mare in tempesta.
Chiesa e portoTempesta Peccato solo per il cielo grigio.
Notevole la chiesa, a picco sul mare, dalla quale si accede tramite una scala sul lato dell’edificio che sbuca nella navata laterale, e le cui finestre danno direttamente sul porto.
Ci addentriamo nelle viette del paese, nonostante la pioggia mica da ridere. Ci troviamo a girare senza una meta precisa in un Vicolodedalo di vicoli o addirittura scalinate larghi non più di un metro.
Ma è tempo di tornare e ci avviamo verso la stazione, che come tutte le altre è affollata come non mai.
Ora delle sette siamo di nuovo a casa, stanchi, bagnati, ma contenti. Visto il tempo, decidiamo di cenare a casa – prudentemente, avevamo fatto la spesa tornando.
Dopo cena usciamo per una birretta: giusto il tempo di imboccare la strada principale che ci porta verso il lungomare, sempre sotto l’acqua – speravamo, noi… – e puff! Tutte le luci di colpo se ne vanno.
Non ci si vede un cazzo, non sappiamo dove mettiamo i piedi, e per attraversare ogni strada aspettiamo che di fianco a noi passi una macchina, per non mettere i piedi nelle pozzanghere o in un buco e prenderci una storta. Se ci avesse presi cinque minuti prima, ci avrebbe trovati in ascensore – e lì sì che erano cazzi!
Dopo qualche minuto, un timido tentativo di far tornare la luce fallisce dopo solo pochi secondi di illuminazione.
Impieghiamo una mezz’oretta ad arrivare al lungomare, e da lì possiamo notare come il black-out interessi solo la zona dove siamo noi: le frazioni vicine sono illuminate. Che culo!
Finalmente in centrale qualcosa riescono a fare, perché qualche luce torna, e noi possiamo comodamente sceglierci un bar e sederci a bere. Il bar ha vista proprio sul lungomare, e da lì notiamo come alcune zone siano ancora al buio. Ci impiegano almeno un’ora a far tornare la luce dappertutto.
Ma la giornata è stata intensa, il mattino dopo ci saremmo alzati non certo a mezzogiorno, quindi torniamo a casa per prepararci a dormire.
Questa volta non prendiamo l’ascensore… non si sa mai!


Domenica 17 settembre

Il treno del ritorno è alle 15:30, quindi abbiamo tutto il tempo per girare un po’ Rapallo di giorno.
Per fortuna non piove.
S. Michele di Pagana Ci avviamo nella zona del porto, e da lì nella frazione di S. Michele di Pagana.
Zona splendida, chiaramente un antico insediamento di pescatori. Piccoli gruppetti di tre o quattro case separate dalla costa e dagli scogli.
Il sentiero sul mare che li collega d’estate dev’essere il paradiso di chi ama leggere immerso nella natura. Il rumore della risacca, il canto dei gabbiani, il frusciare del vento, devono rendere questo posto una vera meraviglia nelle calde giornate d’estate.
Purtroppo noi, al momento, benché non piova, possiamo accontentarci solo di qualche nuvola dal cielo che si butta giù, di sabbia bagnata, di stanche parabole di vecchi gabbiani.
Retri Tornando, il retro di alcune di queste case mi colpisce. Benché siano case di mare, una di queste sembra un palazzo ottocentesco del centro di Parigi in miniatura – avete presente quei palazzi di pietra con degli enormi portoni, che spesso ospitano banche o assicurazioni? Ecco, uno di quelli, ridotto e trasportato qui.
Facendo ritorno, passiamo davanti al mega albergo di Rapallo, Excelsiorl’Hotel Excelsior, di cui non sono riuscito a contare le stelle perché ho perso il conto. Davvero enorme, imponente: la prossima volta, decido, vengo ad alloggiare qui.
Torniamo sul lungomare, e già che ci siamo visitiamo la mostra fotografica dentro il forte. Foto carine, ma niente di speciale. Alcune sembrano addirittura foto scattate da un turista qualsiasi.
Ma il nostro weekend ormai è finito. Torniamo a casa, prepariamo il pranzo, prepariamo i bagagli e ripartiamo per Milano, dove ognuno di noi tornerà al suo tran tran quotidiano: a studiare o a lavorare. O entrambi.
postato da: Grumo alle ore 21:02 | permalink | commenti (16)
categorie: vacanze, recensione, amici
domenica, 17 settembre 2006

L'oggetto misterioso # 2

L'oggetto misterioso 2
postato da: Grumo alle ore 22:15 | permalink | commenti (15)
categorie: quiz
mercoledì, 13 settembre 2006

Bentornato

Gallo mannaro
Bentornato Dottore.
Adesso guai a Lei se sparisce di nuovo.
postato da: Grumo alle ore 20:23 | permalink | commenti (4)
categorie: varie, amici
lunedì, 11 settembre 2006

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For ThemImmagine tratta da http://www.radiobs.net
postato da: Grumo alle ore 13:06 | permalink | commenti (4)
categorie: in memoriam