Quand'ero piccolo
mio padre mi diceva "sii prudente"
e ogni volta che salivo in bici
si affacciava per guardarmi pedalare
e io che scomparivo nella via.
E quando ho preso la patente
mio padre mi diceva "sii prudente"
e si affacciava sul balcone
a guardarmi andar veloce
e si faceva il segno della croce.
Io son prudente, lungimirante,
se vedo rosso mi fermo all'istante,
son coscienzioso e meticoloso
e temo solo quello che è pericoloso.
Al matrimonio
mia madre mi pregava "sii prudente,
tieniti un po' di soldi sotto al letto
che non si sa mai cosa può succedere,
la vita a volte ti fa lo sgambetto".
Persino a letto
mia moglie mi diceva "sii prudente"
io invece quella sera scelsi il rischio:
dimenticai mio padre sul balcone
e fu così che nacque il primo maschio.
Io son prudente ma mica fesso
se vedo giallo io passo lo stesso,
son coscienzioso e meticoloso,
decido io però cos'è pericoloso.
In banca mi hanno detto
"lei non sarà mica uno prudente
che non vuole provare a guadagnare"
ed io pensando a mio padre sul balcone
ho detto "si figuri, ma le pare".
Mi han detto
"lei deve imparare a provare il rischio
se vuole uscire dalla mediocrità
compili questo modulo in corsivo,
qui vince solamente chi è aggressivo".
Io amo il rischio, io son dinamico,
prendo il coltello dalla parte del manico,
sono aggressivo e sono sprezzante:
dico che ho un asso anche se ho in mano un fante.
Ed ho investito,
ho ringraziato ed ho scommesso tutto
quello che nella mia vita ho guadagnato
e mi han detto "bravo bravo, complimenti,
sta entrando dentro al mondo dei vincenti".
E poi un giorno
mi han chiamato, mi han detto
"scusi la parola ma è successo un gran casino,
dei suoi risparmi qui non è rimasto nulla,
a volte sa il mercato è birichino".
Io amo il rischio, io son dinamico,
prendo il coltello dalla parte del manico,
sono aggressivo e sono sprezzante,
c'ho la mia bella dignità anche in mutande.
Signora Thatcher!
Ho visto due date del nuovo spettacolo di Marco Paolini e i Mercanti di Liquore, Signora Thatcher.
Lo sapeva che si parla di Lei Signora?
No? Non lo sapeva?
Male! Si informi, Signora... si parla di lei... male!
Be', il nuovo spettacolo è meraviglioso, Signora.
No, la ringrazio, niente tè per adesso.
Dicevo: il nuovo spettacolo è meraviglioso.
Se il vecchio Song #32 era più immediato, più frammentato... questo è più uniforme, più studiato. C'è un filo conduttore lungo tutto lo spettacolo... sì esatto, ha indovinato. E' Lei il filo, Signora.
Be', non voglio svelarLe troppo, Signora. Posso solo permettermi di consigliarle di andarlo a vedere.
Certo, hanno fatto le prime 4 date, l'anteprima per così dire.
Ma presto inizieranno il tour, Signora Thatcher, e allora non potrà dire di non avere occasione di vederlo.
Buona serata, Signora Thatcher.
Lorenzo Monguzzi
Simone Spreafico
Piero Mucilli
Simone Spreafico, Marco Paolini, Lorenzo Monguzzi
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
tu che passi le giornate chiusa nel tuo ufficio,
tu sei sempre l'ultima ad andartene,
e poi saluti la signora delle pulizie.
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
che arrivi a casa e ti mangi una pizza surgelata
e poi ascolti le chiamate sulla segreteria
quindi richiami chi non sa più dov'è che sei.
Ti dico io quello che sei diventata:
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
tu lì sdraiata sopra al divano con la TV
che fa programmi a cui non sei interessata
e ti addormenti che hai ancora addosso il tuo tailleur.
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
che son tre anni che le vacanze non le fai più
perché c'è sempre un'emergenza da sbrigare
e il tuo capo dice che la devi sbrigare tu.
Ti dico io quello che sei diventata:
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
tu che i regali li compri sempre in autogrill,
che mandi i tuoi SMS e cerchi di giustificare
che non hai tempo neanche di andare a un funerale.
E tu mi chiedi che cosa sei diventata,
che avevi un uomo premuroso e innamorato
che se n'è andato quando gli hai detto imbarazzata
che tu un bambino non lo avresti voluto mai.
Ti dico io quello che sei diventata,
ti dico io quello che sei diventata:
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
Miserabile...
Sei miserabile.