Seppioline

ovvero, pensieri sparsi possibilmente inutili idioti ed eliatici.

Chi sono

Utente: Grumo
Nome: Stefano
Di me si dice che sono un individuo strano che adora gli Elio e le Storie Tese e che li segue anche in capo al mondo per vedere i loro spettacoli, e che sa a memoria tutte le più grandi minkiate eliatiche. Ovviamente mi dissocio da questa mia poco veritiera descrizione. In realtà ascolto solo musica classica, canti religiosi del '200 in particolare, conduco una vita sedentaria e assisto una volta all'anno ai canti per Natale all'interno del Duomo.

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venerdì, 13 giugno 2008

Confini

Di dove sei?

La risposta a questa domanda sarebbe di norma semplice: "Sono italiano".

Il problema nasce se voi abitate in Belgio. In una certa parte del Belgio.
Per la precisione, a Baarle-Hertog. Oppure in Olanda. A Baarle-Nassau.
Che per la verità sono quasi la stessa cosa.

Già, perché Baarle-Hertog è un exclave belga in territorio olandese.
Ma non un’exclave qualsiasi, con i confini quasi circolari.
No, troppo facile.
I confini sono zigzaganti e si compenetrano a vicenda.
E non è finita. All’interno dell’exclave belga ci sono enclavi olandesi.
Praticamente sono delle matriosche territoriali.

Matriosche territoriali

E se allarghiamo il campo di vista, notiamo che non è ancora finita.
Perché distaccate diversi chilometri dall’enclave principale, ci sono altre enclavi, sia in territorio belga che in territorio olandese.
E in quella zona anche i confini tra i due stati, lasciando stare per un momento le enclavi, non sono il massimo della semplicità.

COnfini

In questo modo si verificano situazioni assurde.
Tipo un incrocio stradale che è territorio belga circondato dall’Olanda.
Negozi e magazzini costruiti a cavallo di due stati.
Abitazioni private che hanno il soggiorno in uno stato e la camera da letto in un altro.
O la porta d’ingresso tagliata a metà dal confine.
Ristoranti metà belga e metà olandesi. E siccome le leggi non aiutano e i ristoranti in Olanda chiudono prima, i clienti si trovano costretti a cambiare tavolo, spostandosi dal lato belga.
I confini, in quella città, sono segnati per terra, anche all’interno dei negozi, da una linea bianca o alcune croci che corrono per strada. Si possono notare quindi linee a zig zag che cambiano ripetutamente carreggiata, indicando il confine. O che cozzano contro un muro dividendo una casa in due. O che rasentano l’angolo di un edificio.

Da qualche parte ho visto anche la foto dell’enclave più piccola: un campo di pochi metri quadri, circondato da paletti.

Non c’è che dire. Vivere lì dev’essere facile.
Anche se a quanto pare, gli abitanti locali vivono la situazione con leggerezza.
In fondo, gli porta turisti!
postato da: Grumo alle ore 10:39 | permalink | commenti (16)
categorie: pheegate