Seppioline

ovvero, pensieri sparsi possibilmente inutili idioti ed eliatici.

Chi sono

Utente: Grumo
Nome: Stefano
Di me si dice che sono un individuo strano che adora gli Elio e le Storie Tese e che li segue anche in capo al mondo per vedere i loro spettacoli, e che sa a memoria tutte le più grandi minkiate eliatiche. Ovviamente mi dissocio da questa mia poco veritiera descrizione. In realtà ascolto solo musica classica, canti religiosi del '200 in particolare, conduco una vita sedentaria e assisto una volta all'anno ai canti per Natale all'interno del Duomo.

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lunedì, 13 ottobre 2008

ATMosfera

Mercoledì 8, tre del pomeriggio. Squilla il cellulare. “Private no. calling”.
Rispondo.

Finalmente!!! Erano mesi che ci stavamo provando, io e Chiara!
No, non ad avere un figlio, chi vi ha messo in testa quest’idea?

Intendo, a prenotare due posti sull’ATMosfera, il tram-ristorante ideato da ATM, un tradizionale tram milanese, completamente restaurato e riportato agli antichi splendori, dotato di tavoli e cucina, che per due ore e mezza ti porta in giro per le strade di Milano a visitare gli angoli più caratteristici, servendoti una cena esclusiva.

Da giugno stavamo cercando di prenotare per il 9 settembre… una volta era troppo presto, una volta era troppo tardi… una volta era completo…
Del tutto inaspettatamente, mercoledì mi chiamano per dirmi che due persone hanno disdetto per giovedì 9 ottobre, se volevamo andare noi.
Certo che sì!
Bene, prenotato.

CastelloAppuntamento giovedì 9 alle 19:45 in Largo Cairoli angolo via Beltrami, al capolinea del 7.
Arriviamo un po’ prima e per ingannare il tempo ci godiamo lo spettacolo di una ventina di pazzi furiosi che si fanno sollevare a 50 metri da terra per prendere l’aperitivo.
Contenti loro… buona digestione!

Aperitivo - preparativiAperitivo sospeso














Noi preferiamo ordinarlo in un bar, dove i clienti quando vanno al cesso vengono colti da improvvise ispirazioni letterarie.

Simpatia atto ISimpatia - atto II
simpatia - atto III








Ma il nostro tram arriva, e iniziamo le “procedure di accoglienza a bordo”.

La maitre ci prende i giacconi e ci fa accomodare ai rispettivi tavoli. Il nostro è il secondo a destra.
L’ambiente dentro è davvero magnifico.

Veduta
Sia l’esterno che l’interno del tram sono perfettamente restaurati, l’atmosfera è calda e accogliente, gli arredi, ricavati dai sedili originali di quelle vetture, sono estremamente curati e raffinati e i tavoli sono arredati con indubbia classe. Tutto intorno al soffitto corrono foto in bianco e nero delle vetture storiche milanesi, dagli inizi del trasporto pubblico fino ad oggi.
Il tram parte dal capolinea del 7, fa il giro dell’isolato e torna al punto di partenza, per aspettare una coppia che aveva qualche minuto di ritardo.
Al momento di sederci, troviamo già sul tavolo un piccolo aperitivo: un pasticcio di patate con pancetta zafferano e gambo di soia, accompagnato da un bicchiere di bianchino.

Chiara e l'aperitivo
Nel frattempo ordiniamo il vino: scegliamo un Terre di Franciacorta rosso.
La scelta del cibo, da comunicare durante la prenotazione, è fra tre menu: carne, pesce o vegetariano. Avevamo scelto carne.
Poco dopo arriva l’antipasto, uno sformatino di patate e porcino. Il piatto è molto buono e delicato.
Il tempo giusto per assaporarlo appieno ed arriva il primo, raviolino del plin al tartufo.Disegno tavolo
Intanto il tram non si è fermato un momento, ha girato per le vie di Milano, con alcune deviazioni dal percorso previsto a causa di lavori stradali che si protraggono da anni, ed è giunto in Centro, in via Broletto. Piccola pausa sigaretta in via Cantù e si riparte, con il giro e con le portate.
Come secondo, ci arriva una lombatina di vitello brasata al Vin Santo, accompagnata da un cilindro di verza in farcia di farina gialla.
Il servizio è buono, veloce al punto giusto da non farti aspettare una vita tra una portata e l’altra, ma non troppo da metterti fretta a finire i piatti.
Arriva il dolce: tortino di cioccolato fondente e coulis di Grand Marnier. Non posso dirvi se era buono: quando si tratta di cioccolato, sono troppo di parte!

Dolce
I piatti, non certo abbondanti, sono studiati per permetterti di mangiare tutto uscendone sazio ma senza quella sensazione di pesantezza tipica delle cene luculliane.
Ci avviamo verso i navigli, intanto ci servono il caffè con friandises (biscottini, insomma).
Il tempo è passato velocemente, manca non più di mezz’oretta all’ora del rientro e dai navigli il manovratore fa rotta verso il Centro e poi il Castello.Interno - disegno
E’ il momento di pagare, e qui accade quel piccolo inconveniente che ti rovina tutta la magia.
Il POS non funziona, perciò non possono accettarci le carte di credito, possiamo pagare solo in contanti.
E se io non avessi contanti sufficienti? C’era più volte indicato che accettano le carte di credito e bancomat, quindi non sono tenuto ad avere denaro sufficiente nel portafoglio.
Non preoccupatevi, ci dice la maitre, ci fermiamo di fronte ad un bancomat e facciamo scendere i signori a prelevare. Le signore le teniamo a bordo del tram, perché finché non avete pagato, io non posso farvi scendere dal tram.
STIAMO SCHERZANDO?!?!
Cioè questi SEQUESTRANO una persona e la tengono in OSTAGGIO, finché l’uomo non è andato a prendere i soldi? Una cosa del genere non si è mai sentita!
Prendere i dati di una persona e mandare una fattura a casa pareva brutto? E se il bancomat non avesse contanti, come spesso succede di notte? E se quella non fosse la mia banca e mi mettono in conto 2 euro di commissione? Me la rimborsano loro?
Faccio buon viso a cattivo gioco e tiro fuori i miei 65 euro di cena (sì, non costa poco! Ma è una cosa che si fa una volta nella vita) e mi riprometto di scrivere una lettera di reclamo all’ATM.
Va be’, ho le palle un po’ girate, ma in fondo è stata una piacevole serata, e poi mi sono scolato da solo quasi una bottiglia intera di vino, poco ne è rimasto e poco ne ha bevuto Chiara. Non prendiamocela troppo.

Da fuoriIl tram torna al punto di partenza, scendiamo, salutiamo i nuovi handicappati sospesi a mezz’aria a prendersi il loro aperitivo e torniamo a casa.
La notte mi farà smaltire alcol e incazzature, mi dico.

Il giorno dopo, mi padre fa una ricerca su internet e scopre che i tre vini offerti dal menu (oltre al Franciacorta, la scelta era tra un Nebbiolo Langhe e un Merlot) vanno dai 4 euro ai 9, dal produttore. Per il costo di 65€, mi aspettavo almeno un vino da 12-15 euro nel menu, non uno paragonabile a un vino in cartone…

La serata è stata comunque piacevole, ma queste due cose mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca e mi hanno dato la sensazione di essere stato un po’ buggerato.

Tram ATMosfera
postato da: Grumo alle ore 14:15 | permalink | commenti (9)
categorie: recensione, chiara